Molti sostengono che sia la "verità a far da sprone per ottener ragione...Che faccia tosta! Come può la verità, che è insindacabile e inamovibile, agitarsi per una cosa del genere? Si osservi che, di solito, i più grandi elargitori di "verità" credono sempre di aver ragione. Non mettono mai in discussione quanto hanno appreso e, soprattutto, non tengono in minimo conto il parere altrui, semplicemente perchè si sentono investiti da un'aurea di superiorità che li spinge a stare sempre un gradino più in alto rispetto al volgo "ignorante". C'è bisogno di maggior rigore, di maggior apertura e, soprattutto, di serietà nel rispetto della verità. Diversamente si scade nel soliloquio autoreferenziale con l'aggravante della imposizione "cattedratica". E quando manca pure quest'ultima caratteristica, l'accademia, appunto, ci si trova ad imbattersi nella goffa testardaggine della stoltezza. E allora si che sono guai!
Non ho bisogno di appluasi o di incitamenti, ma solo del mio personale consenso. Di questo elemento non posso fare a meno. Non riuscirei a fare un passo senza di esso. Sembra facile avere il consenso di se stessi. Per gli animali, gli "automat", questa mia nota suonerà sicuramente stonata. Non ci posso far niente. Anzi, è giusto che sia così. Ad ognuno il suo orecchio, ad ognuno la sua musica.
Esiste una categoria di bugiardi veramente tenace nel mantenere alta la posizione sbagliata; costoro superano qualsiasi aspettativa benigna rivolta nei loro confronti. Ammettono persino di aver torto e lo fanno con estrema naturalezza, come se la cosa fosse veramente normale: "A chi non capita?"- direbbero. Ogni qualvolta sono costretti dagli eventi a non poter trovare una scusa plausibile all'ennesima bugia ammettono sinceramente la colpa, promettendo che la cosa non si ripeterà mai più. False aspettative, appuntamenti mancati, diventano così la norma. Mi domando a questo punto: Ci sarà l'eccezione a questa regola assurda? E, soprattutto, quando arriverà?
Ci sono storie che hanno qualcosa di insolito, seppure confinate nel circuito monotono della quotidianità. Apparentemente sembrano non interessarci, non coinvolgerci abbastanza. Di primo acchito le derubrichiamo come cronaca nera o rosa, o ambedue variamente miscelate. In realtà esse scolpiscono la trasformazione della società in atto, fotografando attimi inconsueti di un mondo “alieno”. Ci colpiscono nel profondo pur non essendo finitime ai nostri ideali o al nostro modus vivendi. Incursioni in un modo colorato, variamente edulcorato, molte volte esagerato e inopportuno ci conducono al di là degli steccati ideologici. Ormai Brenda è andata, partita prima del previsto per un viaggio senza ritorno. Con lei sono svaniti i sogni e, soprattutto, i segreti che custodiva. E’ finita in un falò, avvolta nella fuliggine, la sua favola di donnone labbruto che, si piccava di essere fidanzata con un politico in vista. Svaniscono, così, nel fumo, i battibecchi esasperati, tipici dei trans che, nel voler imitare a tutti i costi le femmine, finiscono inevitabilmente per scadere nel ridicolo, nella macchietta goliardica. Comportarsi da “signore” sempre, questo dovrebbe essere il loro motto. Mentre, spesso, accade il contrario. Non sono svaniti però gli eterni pregiudizi di una società bacchettona che fa di tutto per apparire “normale”. Una società che segretamente, cerca il “DIVERSO”, l’altro da se. Questo atteggiamento va di pari passo con l’attuale imbarbarimento politico-sociale. Un imbarbarimento ingenerato dalla paura dell’altro, del diverso. Il diverso assume la figura di un morbo, quasi potesse essere contagioso. Di qui i raid contro i Diversi, commessi spesso in una situazione di netta disparità. Le spedizioni punitive non sono più viste in senso negativo, anche in rapporto ad avversari chiaramente più deboli. Ecco allora, spiegato il fuoco, da sempre estremo simbolo di purificazione del bene contro il male, messo in pratica dagli operatori di verità contro i rappresentanti del male. Anche la vicenda “WHITE CHRISTMAS, apertamente appoggiata da un partito di governo, rappresenta degnamente uno di questi momenti che promettono la fabbricazione di un’identità separata, avulsa dal contesto in cui vive, liberata dalla zavorra nera o vagamente colorata. E’ un mondo in bianco e nero, quello che intendono costruire. Solo che loro ancora non lo sanno.
"...Non esiste che una sola libertà, quella del condannato a morte. Perché tutto gli è indifferente al di fuori del colpo che farà scorrere il suo sangue".
Molti pretendono di essere perfetti, pur non essendolo affatto; e criticano chi – senza vergogna alcuna – mostra tutta la sua naturale imperfezione. Soltanto gli artisti riescono a comprendere veramente l’intima bellezza di un’imperfezione. Forse esiste una simile virtù in quelle pratiche esoteriche che privilegiano la peccaminosità in luogo del falso moralismo spacciato come "virtù".Solo un vero artista può apprezzare l'apertura massima di una dissonanza, o di una goccia di colore caduta sulla tavolozza, così per caso…ciò perché gli artisti hanno veramente occhi per sentire e orecchie per vedere.
Siamo di fronte ad un mondo in rapida trasformazione e spesso non riusciamo a afferrarne il senso, se non condividendo il malessere contemporaneo e lo smarrimento dell'uomo qualunque di fronte a cambiamenti epocali che investono ogni attimo della nostra vita. La condizione di perenne incertezza di fronte al futuro, l'involuzione della nostra società, che si incanaglisce contro i più deboli e diventa, per converso, sempre più condiscendente verso chi comanda, non fanno altro che peggiorare la situazione. Non si può tacere sulla condizione di estremo degrado che investe la nostra società. D'altro canto, però, agitarsi non serve; poichè, in certi casi, solo l'estremo distacco ci conferisce la giusta lucidità per comprendere cosa sta veramente accadendo. Occorre chiedersi come si è giunti a questa situazione di estremo degrado. Quali le cause e quali i rimedi. Prima di tutto, però, bisogna fare un attento esame di coscienza e ammettere che a questo sfascio, sia pure in modo lieve, abbiamo contribuito tutti. L'occidente con la sua storia fatta di persecuzioni, di drammi e tragedie collettive ma anche di numerose conquiste ha gettato i semi dell'odierna disfatta. Penso, ad esempio, alla caduta del muro di Berlino, oggi tanto osannata in modo acritico, senza tener conto delle conseguenze che essa ha indebitamente ingenerato. Abbattendo quel muro non si è data solamente la stura alla libera circolazione delle persone e delle idee, riunificando ciò che era stato indebitamente diviso e mettendo sotto un'unica bandiera un popolo distrutto dalle guerre. Molti tedeschi, oggi, ritornerebbero indietro perchè quel muro era una barriera contro l'insicurezza e la mancanza di punti di riferimento. Chi viveva a Pankow aveva una visione della vita ben chiara, con i suoi limiti, certo; ma anche con determinate sicurezze. In altre parole, non tutti amano essere "liberi", poichè la libertà ha un prezzo e, a volte, questo prezzo, alla fin dei conti, risulta essere assai esorbitante. Sicuramente la fine di un regime totalitario non è in discussione, anche se, in certi momenti, si finisce per aver nostalgia del peggio. Anche in Italia sta accadendo una cosa analoga, senza che nessun muro sia stato abbattuto. Qui, paradossalmente, il problema è opposto. C'è una parte del Paese che vuole la secessione, ed un'altra che reclama giustizia per un'unificazione non richiesta ma pagata col sangue e l'umiliazione. Sono situazioni talmente paradossali che, a spiegarle col metro dello storico, non si riesce a dare la giusta idea di quanto è accaduto in passato e quanto stiamo pagando ancora adesso. C'è chi ha tentato, attraverso l'Unione Europea, di superare gli steccati regionali e nazionali, stabilendo - di fatto - un ente sovrano che risolvesse ogni congflitto ed unisse ciò che prima era diviso. Purtroppo, però, dobbiamo constatare che questo ente sovranazionale è unito solamente da interessi economici. Quello che serve a noi è un nuovo umanesimo che ci conduca fuori dal baratro dell'intolleranza xenofoba e della follia dei focolai campanilistici che invece di unire tendono ancora a dividere, facendo il gioco (sporco) dei dominatori. Ma, come sempre, tra il dire e il fare c'è di mezzo ...
Faccio, di volta in volta, la medesima esperienza, seppure in ambiti diversi e differenti. Nonostante sia tutto in regola ed eseguito scrupolosamente, in ogni minimo particolare, accade sempre che, qualcosa di insolito, d'inaspettato giunge a stravolgere il senso delle cose. Un moto irrazionale muove qualcosa intorno a me. Qualcosa che non è spiegabile attraverso l'uso della ragione. Tutti mi guardano come un alieno, come se avessi detto una sciocchezza incomoprensibile. In realtà la cosa è comprensibilissima, solo che gli altri sono sempre distratti e non prestano attenzione a quel che dico. Così accadde al cameriere che, invece di una pizza napoletana ben cotta, me ne servì una semmicruda al formaggio. Alle mie osservazioni rispose urtato, mostrandomi come prova della mia "sbadataggine" il taccuino dove aveva scritto l'ordinazione...sbagliata. Eccepii subito che non aveva scritto alcuna nota in mia presenza... mi ripsose che non aveva importanza dove avesse scritto la nota. La nota c'era ...e... non poteva essersela inventata. D'altra parte per quale motivo, poi, avrebbe dovuto agire diversamente? In effetti aveva ragione: a lui poco interessava quale pizza volessi mangiare.